Non Successo vs Successo

Le persone di successo hanno spesso doti e caratteristiche che si differenziano dalle persone di non successo. Queste doti possono essere naturali (uno su un milione ce la fa…) o sviluppate grazie alla voglia di voler cambiare la propria vita o grazie all’ambiente in cui viviamo. Esse ci permettono di vedere la vita in maniera diversa ed essere liberi sia economicamente che spiritualmente.

PERSONA DI NON SUCCESSO PERSONA DI SUCCESSO
PENSA DI SAPERE TUTTO NON SMETTE MAI DI IMPARARE
DISCUTE DI PERSONE DISCUTE DI IDEE
PENSA SOLO AI PROPRI DIRITTI AIUTA GLI ALTRI
HA PAURA DEI CAMBIAMENTI SI ADATTA AI CAMBIAMENTI
GUARDA LA TV OGNI GIORNO LEGGE LIBRI OGNI GIORNO
NUTRE RANCORE PERDONA
CERCA UN COLPEVOLE PER I PROPRI SBAGLI RICONOSCE I PROPRI SBAGLI
SI DEMORALIZZA PER UN ERRORE SFRUTTA L’ERRORE PER CRESCERE
MOSTRA ARROGANZA MOSTRA GRATITUDINE
NON HA DEGLI OBIETTIVI SI PONE DEGLI OBIETTIVI
ASPETTA LA FORTUNA CREA LA SUA FORTUNA
VIVE DI PROBLEMI E SCUSE VIVE DI FATTI E SOLUZIONI

Questi sono solo alcuni esempi che distinguono le due tipologie di persone. Se finora non sei stato una persona di successo, non è mai tardi per iniziare. Spesso la scusa più grande che una persona di non successo tira fuori è “ma io non ho soldi per iniziare”. Leggi queste 4 storie di recenti imprenditori miliardari nati poveri.

 

Howard Schultz, Ceo di Starbucks

howard-schultz-starbucksOggi ha un patrimonio di 2 miliardi di dollari e la sua catena di caffetterie ha negozi sparsi nel mondo. Eppure, Schultz è cresciuto in un complesso residenziale per cittadini indigenti: la sua famiglia non poteva permettersi una casa. La svolta la trova con lo sport: grazie alle sue abilità come giocatore di football entra all’Università del Michigan. Poi inizia a lavorare presso Xerox, multinazionale di stampanti e fotocopiatrici. In seguito mette su un’attività e apre un punto vendita di Starbucks (che all’epoca aveva solo 60 negozi). Si fa notare fino a diventare CEO dell’azienda: siamo nel 1987. Sotto la sua guida l’azienda raggiunge 16mila punti vendita nel mondo: «Sporcati le mani. Ascolta e comunica con trasparenza. Racconta la tua storia e non lasciare che siano gli altri a definirti. Trai ispirazione da chi ha esperienze reali da raccontarti. Lega le loro storie ai tuoi valori. Fai scelte dure: è l’azione quella che conta. Cerca la verità e le lezioni in ogni errore. Sii responsabile per quello che vedi, ascolti e fai».

 

Leonardo Del Vecchio, Ceo di Luxottica

delvecchioÈ tra gli uomini più ricchi del mondo con un patrimonio di 15,3 miliardi di dollari. Ultimo di quattro fratelli e rimasto orfano di padre (commercianti di frutta di Barletta) vive la sua infanzia in un orfanotrofio. Inizia a lavorare come operaio in una fabbrica di incisioni metalliche. A 23 anni, apre a Belluno una piccola bottega di montature per occhiali. Oggi è uno dei più grandi distributori di occhiali al mondo, insieme a brand come Ray-Ban e Oakley: «Ho fondato tutta la vita sui valori veri: sono la cosa più importante. Sono la dimostrazione che si può fare impresa in Italia ed essere onesti allo stesso tempo. Certo, a nessuno piace pagare le tasse. Ma a me piace fare sonni tranquilli».

 

 

Ralph Lauren, stilista

laurenHa un patrimonio di 7,7 miliardi di dollari. E pensare che la carriera di Lauren inizia come commesso in un negozio. Residente nel Bronx e figlio di ebrei immigrati dalla Bielorussia, entra prima nell’esercito e poi viene assunto come commesso da Brooks Brothers. È durante quest’esperienza che nasce l’illuminazione: creare cravatte più larghe e con uno stile più colorato. Inizia a produrle. Il suo sogno diventa realtà nel 1967: vende cravatte per un valore di 500mila dollari: «Le persone spesso mi chiedono come ha potuto un ebreo del Bronx creare cravatte alla moda per un elite di persone, senza avere soldi e appartenere a una classe alta. A loro rispondo che ci sono riuscito perché avevo imparato a sognare».

 

 

Renzo Rosso, Ceo di Diesel

renzorossoÈ nato in una famiglia di agricoltori. Inizia a lavorare conducendo il trattore di famiglia. Si appassiona alla moda a 15 anni, producendo il suo primo jeans con la macchina da cucire della madre. Renzo Rosso, patron della Diesel, ha raggiunto il successo partendo da zero. Oggi ha un patrimonio di 3,5 miliardi di dollari: «Essere alla moda e trendy, significa investire continuamente in cose e persone nuove, abbracciare i rischi. Senza tenere conto della situazione economica e delle crisi».

 

 

 

E per finire, cosa ne pensano gli altri di voi?
Walt Disney aveva da poco cominciato a lavorare come disegnatore di fumetti per un giornale, quando il direttore lo convocò nel suo ufficio per licenziarlo. A suo dire, il creatore di Topolino e di «Alice nel paese delle meraviglie» dimostrava «mancanza di idee e di immaginazione».

Soichiro Honda, il fondatore dell’omonima casa giapponese di moto, è stato un talento incompreso. Fece un colloquio alla Toyota per un posto da ingegnere e fu scartato. Così, rimasto disoccupato, cominciò a costruire motorini nel garage di casa sua e poi si mise in proprio.

Charles Darwin lo scienziato che avrebbe svelato la teoria dell’evoluzione era considerato un fannullone che sognava a occhi aperti con un’intelligenza piuttosto al di sotto della media.

Elvis Preslay fu licenziato da un manager dopo il primo spettacolo: «Non sfonderai mai. Dovresti tornare a fare l’autista di camion».

Thomas Edison Nei suoi primi anni, gli insegnanti dissero che era “troppo stupido per imparare qualcosa”. Ancor peggio nel mondo del lavoro dove è stato licenziato dal suo primi due lavori per non essere abbastanza produttivo.

I Beatles si videro rifiutare dalla Decca Records “Non avete futuro nello show business” .

 

Queste storie fanno riflettere e ci insegnano a seguire i propri sogni fino in fondo e non avere paura dei propri fallimenti. A proposito di fallimenti, Henry Ford, il fondatore della casa automobilistica, vide fallire cinque società prima di fondare quella giusta.

henry

 

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