Una vita da elefante

Ti sei mai chiesto come mai in un circo gli elefanti così grandi e grossi non scappano via?

Ti racconto la storia del loro addomesticamento. Quando l’elefante è ancora un cucciolo viene legato con una catena solida e robusta così che ogni suo tentativo di fuga viene bloccato. La corda, che lo tiene incatenato al palo, è troppo forte per la sua stazza ancora così piccola.

Tutti i suoi tentativi di ribellione falliscono tanto che con il tempo l’animale inizia a stancarsi e pian piano si arrende facendosene una ragione: non è abbastanza forte per potersi liberare e scappare.

Man mano che cresce e raggiunge dimensioni monumentali anche la sua potenza diventa smisurata. Ora la corda e il paletto sono davvero troppo miseri per la sua nuova stazza.

Ma indovina? Il pachiderma non conosce la sua nuova forza, ha perso tutte le speranze di liberarsi e si è abbandonato al proprio destino. È cresciuto con la convinzione di non poterci riuscire, con il ricordo della sua impotenza sperimentata subito dopo la nascita.

 

Anche noi esseri umani abbiamo i nostri paletti e le nostre catene che ci tengono imprigionati. Centinaia di paletti creati inconsciamente sin dall’infanzia quando abbiamo iniziato a subire dei condizionamenti dal mondo circostante come la famiglia, le istituzioni, gli amici, i media e così via. Con il passar del tempo si sono formate delle vere e proprie credenze limitanti che oggi spesso ci paralizzano nella zona di comfort.

>> Approfondimento su La zona di comfort nel nostro cervello <<

Il nostro mantra si è trasformato in “non posso… non ci riesco… e se poi… ” perché davvero non crediamo più in noi stessi e nel nostro potenziale infinito. Quando il nostro pensiero è inquinato dalle nostre convinzioni negative, trasmettiamo a noi stessi un messaggio limitante:

  • Non son bravo a scuola
  • Ho un metabolismo lento, posso solo ingrassare
  • Sono sfortunato in amore
  • Non sono portato per questo sport
  • E se poi fallisco
  • Non me lo posso permettere
  • C’è la crisi ed è un brutto momento per l’economia

>> Approfondimento: Crisi? No grazie, evoluzione di mercato! <<

E siccome la realtà che viviamo è creata dai nostri pensieri, tutte queste convinzioni negative depotenzianti contribuiscono a complicarci la vita: non solo siamo più fragili nel presente bensì nel futuro prossimo saremo più sofferenti e “sfortunati” perché attraiamo nuove situazioni negative di cui lamentarci. Un ciclo infinito che molti conoscono come la Legge dell’attrazione.

convinzioni

Convinzione depotenziante comporta un’azione sullo stesso livello che può portarci a risultati poco soddisfacenti. Da tutto questo può nascere un’esperienza altrettanto insoddisfancente e di conseguenza va ad alimentare la nostra convinzione depotenziante.

Viceversa possiamo avere un’atteggiamento positivo e delle convinzioni potenzianti come:

  • Sono bravo a scuola
  • Posso ottenere il peso forma che desidero
  • Posso essere interessante e so come piacere alle donne
  • Viviamo nel mondo delle opportunità
  • Fallire non mi spaventa, imparerò comunque

E nel ciclo della nostra vita, come nell’immagine di sopra, una convinzione potenziante ci farà compiere azioni di successo che porteranno grandi risultati che genereranno un’esperienza fantastica che a sua volta rafforzerà la nostra convinzione potenziante.

 

E per concludere: che tu stia vivendo un periodo positivo o difficile, non dimenticare mai il tuo potenziale e la possibilità di tornare sulla retta via semplicemente migliorando le tue convinzioni. Non smettere di sognare, riempi la tua vita di domande costruttive, circondati di cose positive e tutte le volte che invece ti sentirai bloccato o incapace di fare qualcosa ricordati la storia dell’elefantino.

La mia debolezza… Qual è la mia debolezza? Dovrei pensarci. Probabilmente avrei lo stesso problema nel rispondere se mi chiedeste qual è la mia forza. – Al Pacino

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